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IN RIVA
AL LAGO DI BOLSENA |
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Non appena abbiamo avuto due giorni liberi, via! Più
veloci della luce! Scusate questi due incipit che sarebbero stati meglio
sul sito di ENGAGE!,
ma mi sono lasciato trasportare... così come l'astronave USS
Persefone Classe Corsa (aridaje con la fantascienza!) ha trasportato
me e Pita verso il lago di Bolsena. Nella metà del Cinquecento, il nobile Vicino
Orsini creò, nella sua tenuta di Bomarzo, un labirinto di simboli,
dove "dame e paladini" potessero andare in cerca di ciò
che più desiderassero e vagare sino a smarrirsi. In alto potete vedere (da sinistra verso destra): il
cancello di ingresso, il Proteo Glauco, alto, con tutto il vaso, almeno
sei metri, la casa pendente (ganzissima!!!) e una statua immensa (10
metri?) raffigurante Ercole mentre sta squartando un nemico.. Due ultime foto dei monumenti raffiguranti l'Orco, un'enorme
faccia scolpita nella roccia. Si può entrare nella bocca e...
magari aver accesso a qualche dimensione parallela! Sembra davvero l'ingresso
dell'inferno... La visita del Parco è durata circa un'ora e mezza;
i monumenti totali segnati sulla mappa sono 46, anche se alcuni sono
talmente ridotti male che c'è pochissimo da vedere. Ma non c'è
da vedere solo le enormi statue. Ci sono ruscelletti, cascatelle e un
silenzio davvero rilassante, scolaresche permettendo. Noi l'abbiamo
visitato tra l'una e le due di pomeriggio e c'erano pochissime persone
(abbiamo scampato una classe di scuola media per pochissimo...). All'interno
del parco c'è anche un Self Service: con 6 euro abbiamo mangiato
- non malaccio - un primo a testa e un contorno in due.
Arriviamo a Bagnaia dopo una mezz'oretta lungo la strada
statale 204. Il paese è alle porte di Viterbo ed è piccolissimo.
Arrivati alla piazza si può lasciare l'auto nel parcheggio sotto
il ponte che porta fuori paese: sulla destra, appena finisce la piazza
c'è una discesa STRETTISSIMA e con uno scalino insidiosissimo...
attenti alla manovra! Dopo Villa Lante facciamo un salto a Viterbo
e gironzoliamo un po' per il quartiere di San Pellegrino. Non senza
aver patito un minimo per trovare posto... Volevo parcheggiare - anche
a pagamento - in centro, ma non ci sono riuscito! Allora ho parcheggiato
appena fuori le mura, gratuitamente. La città ci ha fatto una
bella impressione. Pulita ordinata e spaziosa. Una nota: caratteristica
(chiamiamola così...) di ogni città italiana, più
o meno grande, più o meno turistica, più o meno prosperosa,
si sentono più persone parlare in lingue straniere (leggi slave)
che in italiano... Altro giorno altra meta: Civita di Bagnoregio, a circa 15 minuti di macchina da Bolsena. Bagnoregio è un paesino "moderno", ma appena fuori paese ecco cosa si trova: Civita di Bagnoregio, agglomerato di qualche decina di costruzioni in cima ad una rupe. Ci si arriva solo da un'unica via, tra l'altro percorribile solo a piedi o con mezzi a due ruote. Il paesino lo abbiamo visitato in un'oretta e mezza circa, compresa la passeggiata dal parcheggio al paese e ritorno. A proposito! Se siete pigri c'è un piccolo parcheggio a pagamento proprio ai piedi della rampa. Altrimenti, alla fine di Bagnoregio (paese nuovo) c'è un parcheggio presumibilmente gratuito (dico presumibilmente dato che le strisce sono parzialmente blu e parzialmente bianche e il cartello stradale è vecchio e scolorito). Dal parcheggio, da cui ho scattato le prime due foto, si gode la bellissima visuale di Civita. L'ultima tappa prevista è stata Orvieto.
C'ero stato 25 anni fa, in occasione di fine anno in quinta elementare
e tornarci mi ha fatto venire in mente vecchi ricordi!!! Le foto del pozzo di San Patrizio sono rispettivamente dall'esterno, dall'altro verso il basso, dal basso verso l'alto. E l'ultima?
Beh... in fondo al pozzo, dopo circa 250 scalini, abbiamo trovato questo... un cuoricino (che in realtà è una foglia) a galla con sotto tanti soldini... un buon auspicio, no? Poi, verso le cinque, ci siamo rimessi in cammino verso casa, stanchi della lunga camminata! |
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