IN RIVA AL LAGO DI BOLSENA
Da Mercoledì 16 a Giovedì 17 Aprile

Non appena abbiamo avuto due giorni liberi, via! Più veloci della luce!
Verso là dove, nessun uomo, è mai giunto prima!

Scusate questi due incipit che sarebbero stati meglio sul sito di ENGAGE!, ma mi sono lasciato trasportare... così come l'astronave USS Persefone Classe Corsa (aridaje con la fantascienza!) ha trasportato me e Pita verso il lago di Bolsena.
Abbiamo preso l'autostrada da Firenze e, dopo circa 2 ore e mezza, siamo usciti a Orte per andare a far visita ad un parco forse unico al mondo:
Il parco dei Mostri di Bomarzo.

Nella metà del Cinquecento, il nobile Vicino Orsini creò, nella sua tenuta di Bomarzo, un labirinto di simboli, dove "dame e paladini" potessero andare in cerca di ciò che più desiderassero e vagare sino a smarrirsi.
Egli popolò il "Sacro Bosco" di cerberi e di tartarughe, di obelischi, di ninfe e di statue gigantesche.
Dopo la morte di Vicino Orsini nessuno si curò più di questo gioiello di arte manieristica che, dopo secoli di abbandoni, è stato salvato e restaurato.
La visita al "Sacro Bosco" inizia con i versi di un poeta del 1500:
"Voi che pel mondo
gite errando vaghi
di veder meraviglie alte et stupende
venite qua ove tutto vi parla d'amore e d'arte"

In alto potete vedere (da sinistra verso destra): il cancello di ingresso, il Proteo Glauco, alto, con tutto il vaso, almeno sei metri, la casa pendente (ganzissima!!!) e una statua immensa (10 metri?) raffigurante Ercole mentre sta squartando un nemico..
In basso invece uno scorcio del parco con in lontananza la casa pendente, un panorama con una bocca enorme di un'orca e una tartaruga con primo piano, un drago in combattimento con dei leoni.
Poi ancora una statua di Nettuno, una Sirena, un'Arpia e un elefante con un soldato stretto nella proboscide.

Due ultime foto dei monumenti raffiguranti l'Orco, un'enorme faccia scolpita nella roccia. Si può entrare nella bocca e... magari aver accesso a qualche dimensione parallela! Sembra davvero l'ingresso dell'inferno...
Ultima ma non ultima una foto del mausoleo all'interno del parco che ospita le spoglie mortali dei due coniugi (credo...) che hanno restaurato e salvato il parco all'inizio del 1900.

La visita del Parco è durata circa un'ora e mezza; i monumenti totali segnati sulla mappa sono 46, anche se alcuni sono talmente ridotti male che c'è pochissimo da vedere. Ma non c'è da vedere solo le enormi statue. Ci sono ruscelletti, cascatelle e un silenzio davvero rilassante, scolaresche permettendo. Noi l'abbiamo visitato tra l'una e le due di pomeriggio e c'erano pochissime persone (abbiamo scampato una classe di scuola media per pochissimo...). All'interno del parco c'è anche un Self Service: con 6 euro abbiamo mangiato - non malaccio - un primo a testa e un contorno in due.
Unico neo: il prezzo del biglietto d'ingresso costa ben 9 euro. Forse un po' caro. Ma il Parco dei Mostri è davvero particolare e, almeno una volta nella vita, merita di essere visitato!!!

Dopo il Parco dei Mostri in programma c'era la visita a Villa Lante, sede della famiglia Lante della Rovere a Bagnaia, a pochissimi chilometri da Viterbo. Ma una brevissima sosta l'abbiamo fatta appena fuori dal parco per dare un'occhiata alle sculture "iperspaziali" di un certo Pierelli. No, non è una mia citazione di fantascienza... E' vero... Non ci credete? Guardate qua...

Arriviamo a Bagnaia dopo una mezz'oretta lungo la strada statale 204. Il paese è alle porte di Viterbo ed è piccolissimo. Arrivati alla piazza si può lasciare l'auto nel parcheggio sotto il ponte che porta fuori paese: sulla destra, appena finisce la piazza c'è una discesa STRETTISSIMA e con uno scalino insidiosissimo... attenti alla manovra!
Dalla piazza, con il castello alle spalle si arriva a piedi a Villa Lante in due minuti. Il parco intorno alla villa è pubblico e di libero accesso. Prato curatissimo con una fantastica fontana e una bella vista sul paese.
Per due euro poi si può visitare il parco della magione. Curatissimo anche se alcune parti non sono accessibili. Vale sicuramente la spesa.

Dopo Villa Lante facciamo un salto a Viterbo e gironzoliamo un po' per il quartiere di San Pellegrino. Non senza aver patito un minimo per trovare posto... Volevo parcheggiare - anche a pagamento - in centro, ma non ci sono riuscito! Allora ho parcheggiato appena fuori le mura, gratuitamente. La città ci ha fatto una bella impressione. Pulita ordinata e spaziosa. Una nota: caratteristica (chiamiamola così...) di ogni città italiana, più o meno grande, più o meno turistica, più o meno prosperosa, si sentono più persone parlare in lingue straniere (leggi slave) che in italiano...
Dopo la passeggiata a Viterbo siamo rimontati in macchina e indirizzati verso l'albergo a Bolsena, proprio in riva al mare... Guardate la foto scattata dalla terrazza della camera e poi ditemi come vi sembra...

Altro giorno altra meta: Civita di Bagnoregio, a circa 15 minuti di macchina da Bolsena. Bagnoregio è un paesino "moderno", ma appena fuori paese ecco cosa si trova: Civita di Bagnoregio, agglomerato di qualche decina di costruzioni in cima ad una rupe. Ci si arriva solo da un'unica via, tra l'altro percorribile solo a piedi o con mezzi a due ruote.

Il paesino lo abbiamo visitato in un'oretta e mezza circa, compresa la passeggiata dal parcheggio al paese e ritorno. A proposito! Se siete pigri c'è un piccolo parcheggio a pagamento proprio ai piedi della rampa. Altrimenti, alla fine di Bagnoregio (paese nuovo) c'è un parcheggio presumibilmente gratuito (dico presumibilmente dato che le strisce sono parzialmente blu e parzialmente bianche e il cartello stradale è vecchio e scolorito). Dal parcheggio, da cui ho scattato le prime due foto, si gode la bellissima visuale di Civita.

L'ultima tappa prevista è stata Orvieto. C'ero stato 25 anni fa, in occasione di fine anno in quinta elementare e tornarci mi ha fatto venire in mente vecchi ricordi!!!
Abbiamo mangiato in un ristorante particolarissimo, appena all'uscita dell'ascensore che porta dal parcheggio Ripa Medici alla cittadina: tutto scavato nella roccia abbiamo mangiato benissimo! E' costato un po'...: un antipasto, un secondo, un contorno (tutto metà per uno) e due macedonie per 36 euro.
Abbiamo passeggiato per la città e visto il Duomo e il Pozzo di San Patrizio.

Le foto del pozzo di San Patrizio sono rispettivamente dall'esterno, dall'altro verso il basso, dal basso verso l'alto. E l'ultima?
Beh... in fondo al pozzo, dopo circa 250 scalini, abbiamo trovato questo... un cuoricino (che in realtà è una foglia) a galla con sotto tanti soldini... un buon auspicio, no?

Poi, verso le cinque, ci siamo rimessi in cammino verso casa, stanchi della lunga camminata!

fanKounter

CSS Menu by OpenCube