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| Dylan Dog
andava alla grande e diversi sono stati i cloni che hanno tentato
di imitarlo.
Desdy Metus quindi è (o meglio sarebbe dovuto essere, a causa della sua breve vita) un fumetto che parla della nostra vita; non del noioso tran tran di tutti i giorni ma comunque di storie non lontane dalla quotidianità, come una torbida storia di sette sataniche, un drammatico caso di stupro, i problemi sociali di un casellante autostradale sulla Firenze-Prato... Desdy affronta gli scontri quotidiano non armata di poteri particolari, non di congegni sofisticati, non di speciali tecniche di lotta: le sue armi sono la sua curiosità, la sua tenacia, il suo coraggio. Purtroppo non posso dare
un giudizio completo sull'opera in quanto ho avuto la fortuna
di leggere solo i primi tre albi (più il numero zero che
non era proprio male...). Vero è che comunque, considerando la numerosa spazzatura fumettistica e i fumetti poco convincenti che si sono affacciati sul mercato negli anni '90, Desdy può uscire a testa alta, visto anche che su internet - a differenza di molti altri suoi meno fortunati colleghi - è ancora ricordata da più di un sito internet (visitate http://www.insonne.net/ e http://www.draconico.com/) e continua ad apparire sporadicamente nel mondo della carta disegnata... Con chi ama la notte... con chi non dorme la notte... con chi vive la notte... con Desdy Metus su Radio Strega, 91,400 mhz Di seguito:
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Quando lo vidi in edicola inizialmente lo snobbai... pensavo fosse un clone mal riuscito di Nathan Never che all'epoca mi piaceva assai. Ma mi sono successivamente dovuto ricredere... Non era un'epoca facile per creare fumetti in stile "italiano" (cioè formato Bonelli, in bianco e nero) con personaggi che, gira e rigira, venivano associati a quelli più famosi già presenti come Dylan Dog, Martyn Mystere, Zagor e Nathan Never appunto. La Star Comics (che non era l'ultima arrivata, avendo un'esperienza corposa nell'ambito di fumetti non solo made in USA) propose quindi questo Lazarus Ledd: utilizzando l'espediente scaramantico della Bonelli creò un eroe con nome e cognome che iniziano con la stessa lettera. E, forse anche grazie a questo, Lazarus si è ritagliato un pezzo di storia fumettistica italiana. L'idea, si capisce subito, era di creare un personaggio che si muovesse in storie d'azione e di fantascienza. E andava modellato senza discostarsi troppo dallo stereotipo dell'eroe (anche e sopratutto in riferimento allo stile Bonelli che, ripeto, era la moda del tempo) ma allo stesso tempo non doveva essere troppo simile a cose già viste, pena la possibilità di bruciare storia, ambientazione, personaggio...
Non è un semplice tassista. Non è un semplice free-lance. E' stato, in passato, qualcosa di molto più complesso. E c'è chi vuole che torni a lavorare per lui. Non posso dilungarmi molto
sulla figura di questo personaggio, dato che ho letto solo tre albi
(i numeri 1 e 2 e il numero 28 per la precisione), ma mi è
piaciuta davvero molto la struttura delle storie che uniscono il
piacere di una storia one-shot con la curiosità
di una trama più intrigata e complessa che sta alla base
di tutta l'opera. Nel complesso - nonostante la minima conoscenza
che ho potuto avere del fumetto - sono rimasto piacevolmente soddisfatto
dalla lettura. Mi sembrava essere ritornato negli anni 90 quando
iniziai a compiere i primi passi verso l'edicola di turno e guardare
la sezione dedicata ai fumetti (e, mai capirò il perchè,
infestata sempre anche dai giornaletti porno...). Curiosità: il numero 28 (ottobre 1995) lo comprai alla stazione Termini di Roma quando stavo tornando a casa dopo aver sostenuto il concorso che poi ho vinto...
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