ANYA - © Danilo Loizedda

Nel 2003, a Lucca Comics, venni casualmente in possesso di questo albetto di sole otto pagine (copertine escluse).
Non ne ho più sentito parlare e se non fosse per un albo in vendita su Ebay, sembrerebbe totalmente sconosciuto anche per la rete...

 

Dato che non ho avuto modo di leggere più delle poche pagine di questo albetto, un numero zero in regalo a Lucca Comics 2003, mi rifaccio alle parole testuali dell'autore in apertura.

Anya vive in un futuro molto lontano dal nostro dove la civiltà dominante è quella delle intelligenze artificiali, come noi le concepiamo attualmente. In realtà nel suo futuro queste hanno preso il sopravvento e scritto la loro storia, per cui sono gli esseri umani a costituire una forma di vita artificiale e imperfetta. La civiltà umana è stata infatti distrutta completamente da un'immane catastrofe di cui ormai si sono perdute le tracce, come del resto della esistenza stessa della Terra.
Ma qualcosa è rimasto nella leggenda e nei racconti delle persone, per cui la civiltà terrestre sta all'univeso futuro come la civiltà atlantidea al nostro presente.
Non esistono tracce inconfutabili della sua esistenza.
Le forme di vita artificiale, uniche sopravvissute nello spazio, si sono ulteriormente evolute e sono entrate in contatto con altre forme di vita extra-terrestri.
Hanno costruito altre macchine, sempre più sofisticate, e preso il controllo dell'universo.
Hanno anche ricreato la vita umana partendo dai dati del DNA ancora in loro possesso.
Questo al fine di utilizzarla nelle loro forme a loro più utili e convenienti. Si sono così arrogate la qualifica di "creatrici" ed hanno cancellato tutto ciò che poteva ricordare l'esistenza di una civiltà precedente avanzata quanto la loro.
Anya svolge il lavoro di trasportatrice spaziale di oggetti e persone in maniera autonoma. Le vengono così affidati incarichi rischiosi o poco legali. A causa di un incidente fu costretta a farsi innestare un nuovo arto inferiore sinisttro (questa operazione è più rapida dell'ingessatura nel futuro).
Ma quando vengono analizzati i suoi dati, si scopre che il suo DNA differisce dalla matrice base da cui vennero creati gli esseri umani.
Compresa la situazione, scappò prima che potessero arrivare a lei le guardie imperiali ed eliminò i suoi dati in loro possesso.
In seguito si nascose per lungo tempofino alla guarigione.
Da allora nei suoi viaggi cerca ulteriori prove della precedente esistenza della civiltà umana e la verità sulla sua origine
. Infatti è stata allevata in un normale asilo robotico, come tutti gli altri esseri umani, pensando di non aver avuto genitori (gli esseri umani creati nel futuro non sono dotati di organi riproduttivi, ma solo sessuali).

L'opera, che in solo otto pagine si può dire solo abbozzata, ha alcuni spunti interessanti, soprattutto visto la più vasta idea che l'autore si era prefisso di illustrare.
Purtroppo il tratto con cui vengono illustrati Anya e il suo mondo non sono certo tra i migliori, in quanto ha uno stile un po' troppo caricaturale e non particolarmente curato.
Chissà se ci siano state ulteriori storie di Anya...

LINZAK - © Soressi - Perazzoli - Quartieri - Gamba

Lynzak (uno strano papero) e il compagno (uno strano orso) si muovono in un mondo proiettato nel futuro, "dove niente è comune e tutto è diverso".
In questo albetto che ho avuto modo di recuperare in una Lucca Comics del 1995 vengono raccontate, in 12 pagine, tre storielline: Mai viaggiare senza bagagli, L'ombra della paura, Punti di vista.

Tutte e tre hanno uno spiccato senzo di ironia - marcato molto dal tratto Disneyano dei disegni - non senza rimandi a "colleghi" più famosi come Alien o Guerre stellari.

Come per Anya non ho idea se Lynzak abbia avuto una vita, seppur breve, come periodico. In rete si trova solo un albetto a pochi centesimi targato come "antiquariato", cosa che fa supporre si tratti di quello che ho ora tra le mani.

PARODIE ZERO PRESS- © Autori vari

Il filone delle parodie ha dato e dà numerosi spunti... dal cinema alla letteratura e, ovviamente, fino ad arrivare ai fumetti.

Anche in questo caso rovistando tra gli scatoloni in soffitta ho trovato alcuni albetti che Dio solo sa come ne sia venuto in possesso... sicuramente li ho presi a Lucca Comics, ma non ricordo esattamente a che stand e quando...
Sono tre albetti della Zero Press, una casa editrice di cui, al di fuori di questi piccoli volumi, non ho mai sentito parlare.
A dire il vero gli albi pubblicati sono diversi, ma - a questo punto devo dire purtroppo - io ne ho solo tre:
- Ken Shemo il guerraiolo contro Bobo;
- Ken Shemo il guerraiolo contro Agliens;
- I grandi problemi di Martyn Clystere - Detective dell'improbabile.

E dico purtroppo perchè, nonostante siano opere di puro "intrattenimento leggero e spensierato", mi hanno fatto divertire, specialmente lo speciale di Ken Shemo contro Bobo...
Ovviamente, come tutte le parodie, per essere apprezzate devono esser lette da chi conosce i personaggi originari, per poter apprezzare i luoghi comuni sfatati, i luoghi comuni esagerati, storpiature di nomi e così via...
La produzione della Zero Press ha spaziato molto, partendo da Ken Shemo il guerraiolo (ovvero Ken Shiro il Guerriero), unico personaggio ripreso più volte, fino ad arrivare a Fax (Tex), Mandrago (Mandrake), Stuporman (Superman), Papman (Batman) e a toccare anche personaggi creati ad hoc, giusto per sfruttare le tematiche cari a molti lettori, come Bronko il selvaggio, guerriero fantasy con le scarpe da tennis tipo Converse.

Di seguito, dettaglio della copertina e una tavola centrale dall'albetto Ken Shemo il guerraiolo contro Bobo (che scimmiotta Lobo super-personaggio molto sui generis dell'Universo DC Comics):

MAX LIVING - © Dario Gulli - Salvatore Carramusa

Sempre ad una Lucca Comics (primavera 1994) sono venuto in possesso del numero zero di questa curiosa pubblicazione. "Anteprima" è il titolo della brevissima storia e Max Living quella del suo protagonista (che poi dà il nome al fumetto).
Non ho avuto maniera di leggere altri albi, ma dalle premesse Max Living sembra una specie di clone di Dylan Dog (che all'epoca andava fortissimo) anche se con spunti originali e sicuramente apprezzabili: quello dei viaggi nel tempo.

Un'intervista a Dario Gulli dal sito Amazing Comics è inoltre una rarissima traccia di esistenza di questo fumetto sul web:

  • Dopo pochi numeri, se ricordo bene ne uscirono solo sette o otto, Max Living cessò le pubblicazioni. A distanza di poco più di un decennio come valuti l’esperimento Max Living e quanto ti è stato utile per la tua attività futura?
  • Chiuse per mancanza di fondi e non perchè non vendeva. Allora Max Living vendeva 16 000 copie in edicole e 6000 in fumetteria. Cifre che oggi farebbero gridare al successo. L’editore però non aveva i soldi e non aveva la forza di sostenere il progetto per altro tempo. Al primo ritardo di pagamento ha dato lo stop. Comunque credo che sia stata un’esperienza fondamentale per me e discreta nel complesso. Non era un capolavoro, ma si faceva leggere. Anzi, credo che il numero 6 era proprio godibile. Ovviamente, nel complesso l’opera non raggiungeva neanche minimamente lo stadard bonelliano. Comunque, era un’iniziativa coraggiosa e per questo meritevole di rispetto.

Considerando che le sole 11 pagine lette (dove Max Living torna indietro nel tempo per cercare - senza successo - di salvare la vita ad una ragazza) sono davvero poche per commentare un'opera che ha visto pubblicati sette o otto numeri mi rifaccio ai commenti degli autori in seconda di copertina dell'albo che ho tra le mani.

[...] Max Living è un eroe sicuramente positivo, ma è anche problematicizzato e presenta caratteristiche psicologiche e caratteriali, che unite a trame impegnate e fascinose, lo faranno amare dai suoi futuri fans. MAX è un architetto che, nel bel mezzo della sua vita, si ritrova al centro di uno scontro di potere tra il bene e il male, tra una setta di seguaci di scienze esoteriche, che vuole conquistare il mondo con poteri paranormali, e la sua lealt ale idee di libertà e giustizia.
Max, grazie alle "camere del tempo", potrà viaggiare nel passato e nel futuro, combattere con i suoi nemici, conoscere personaggi famosi, tentare di influenzare gli eventi strorici e curiosare nel futuro.
Un personaggio quindi che vivrà le proprie avventure senza confini di tempo, di spazio, appassionandovi e intrigandovi facendo sè che anche voi siate coinvolti nelle sue avventure.
I disegnatori, tutti giovani e bravi, hanno dato al Max Living il meglio della loro entusiastica opera.[...]

Domenico Denaro (Direttore Editoriale)

DARK SIDE - © Stefano Nocilli - Roberto Recchioni

Dalla mente dell'autore di John Doe, albo a fumetti che per mesi è stato presente nelle edicole italiane, nel 1994 veniva creata la serie Dark Side, una serie vampiro-supereroistica che vedeva un gruppo di X personaggi dal passato misterioso, intercalati in uno scenario del futuro.

La giapponese Miko, che sembra il capo del gruppo;
Andrè, nobile francese del 1700, privo di un braccio ma abilissimo ad usare il suo bastone animato (un bastone da passeggio con nascosta, al suo interno, una spada;
un gigantesco sciamano indiano senza nome dalla forza incredibile;
Pietro Battaglia (a sinistra nel disegno), aviatore italiano della prima guerra mondiale
e, arruolata come mercenaria, Bobby Joe, infopirata (hacker) e addetta all'uso delle armi pesanti.

Tutti i membri, esclusa Bobby Joe, sono vampiri e, per questo, virtualmente immortali (infatti il Dark Side che dà il titolo all'opera è il lato oscuro che sta alla base dell'identità vampiresca dei personaggi).
Periodicamente Andrè, Pietro e lo Sciamano (e gli sceneggiatori sanno solo se sarebbe arrivato qualche altro comprimario) devono rispondere alla chiamata della Sirena Sanguinaria, ovvero Miko che, per vari motivi, riorganizza il gruppo per adempiere ad alcune missioni.

In ogni albo (almeno nei quattro che sono in mio possesso [il numero 0 è del maggio 1994, mentre il numero 3, edizione speciale, è di novembre dello stesso anno) viene svelato il retroscena di uno dei personaggi: Battaglia diventa vampiro per sfuggire alla morte dopo essere stato abbattuto in battaglia; l'indiano cede l'anima a Miko per non morire prigioniero nel deserto americano; Andrè è disposto a dare qualunque cosa pur di avere un'ora in più di vita...

La missione con cui si apre la storia di Dark Side consiste nel recuperare una magica katana, simulacro di energie potenti e misteriose: tra un combattimento e l'altro vengono delineate - non male devo dire - i caratteri dei vari personaggi tra cui spicca, sicuramente, l'italiano Pietro, strafottente, un vero duro ma - in fondo - dal cuore tenero.

I disegni - l'albo di 36 pagine è tutto a colori con copertina plastificata - sono molto particolari e originali anche se a volte un po' fracassoni e confusionari nelle scene di battaglia..
Peccato che la serie si sia spenta subito. Non prometteva male... anzi, devo dire che mi stava proprio piacendo...


RAY RUNNER - © Autori Vari

Siamo a novembre 1994 e a Lucca (dove se no?) appare questo numero zero di sole 20 pagine con una bella copertina plastificata.

Spazio, anno 2040. Base orbinate Tasidon ai limiti del sistema solare.

Qui si fanno degli esperimenti e, tra le altre cose, vengono creati degli esseri artificiali, tra cui Ray Runner che in queste poche pagine, fa solo un'apparizione fugace.

Vengono invece presentati alcuni "capoccioni" della base, che già mettono in chiaro che la situazione a bordo del Tasidon non è delle più tranquille: ci sono corruzione, sprechi di denaro, interessi personali.

Ma quale sarà il posto occupato dal Ray Runner che dà titolo all'albo non si sa...

In rete non si trova assolutamente niente di Ray Runner e, quindi, non so se siano stati pubblicati poi altri albi. Nel numero zero si fa riferimento ad una storia introduttiva in quattro puntate nel mensile "Gli imbattibili" che non ho mai visto in giro.

L'albo è strutturato all'italiana (in stile Bonelli) ma, ad un giudizio più che sommario viste anche le pochissime pagine a disposizione, Ray Runner perde sicuramente il confronto con il Nathan Never bonelliano, anche se preludeva ad una serie molto più fantascientifica del suo collega più famoso...

Una nota curiosa (e triste): tra gli schizzi dei comprimari c'è anche un animale che appare un incrocio tra un maiale e un coniglio: il suo nome infatti è PORCIGLIO... che tristezza!!!

BRAINTRUST - © Stefano Sacco - Roberto Olivi

Altra avventura a Lucca Comics (qui siamo nel 1994) con un fumetto tutto italiano. Questa volta ci stupisce la tematica finora di padre e madre statunitensi: quella dei Supereroi.
Il progetto di Brainstorm infatti era nato proprio per proporre dei supereroi creati nel nostro paese (anche se poi con caratteristiche che richiamano moltissimo i protagonisti in mantello e calzamaglia USA). Purtroppo, come tantissimi altri progetti, anche se con un ottimo talento e una forte volontà alle spalle, nemmeno questo decolla. Negli scatoloni ho trovato solo il numero zero e il numero 1.
Peccato però... anche se non ho mai amato troppo i supereroi alla "Image", ovvero quelli molto esagerati, come si preannunciavano quelli di Brainstorm, forse non sarebbero stati malaccio.

Il progetto Braistorm vedeva due protagonisti: Michel e Cain (forse in omaggio al famoso attore) non avrebbero combattutto nè insieme nè l'uno contro l'altro. Le loro vicende si sarebbero svolte parallelamente, intrecciandosi solo raramente.
Il numero 1 ha la particolarità (e presumo che sarebbe stata presa anche dai numeri a venire) di poter essere letto nei due versi: finita la prima storia di Micheal, dobbiamo ribalta l'albo e iniziare a leggere il racconto di Cain.
Le due brevi storie termineranno tutte a metà albo.

Peccato invece che sia terminata prematuramente tutta l'opera.

Nonostante la breve vita di Braintrust, ho trovato in rete un articolo da "Il Corriere della Sera" del 20 febbraio 1995:

Si chiamano Michael e Caine: sono belli, cupi, muscolosi, corazzati. Fortissimi. Michael ha un ciuffo alla Berti (interista); Caine, un codino, anzi "codone", molto piu' lungo e sinuoso di quello di Baggio (juventino). Il primo combatte in un ambiente tecnologico, di lussi e agiatezze e nel rispetto della legalita' ; il secondo lotta in un mondo fantastico, con leggi proprie, spesso in contrasto con quelle istituzionali.
Le loro vite sono parallele, a volte convergenti. Sono i due nuovi "supereroi" che si aggirano per le edicole nazionali (e' in edicola il numero due). Sono i protagonisti di un fumetto partorito dalla mente di uno studente bocconiano, Stefano Sacco, e di un laureando in Lettere alla Statale, Roberto Olivi, entrambi con la passione delle strisce.
"Siamo cresciuti a pane e fumetti . si presentano Stefano e Roberto . i nostri miti erano quelli dei supereroi americani ("Uomo Ragno", sopra tutti) e, appena possibile, abbiamo tentato di riprodurli in Italia, non traducendoli, ma "ricreandoli" come grafica e colori, grazie al computer, e come contenuti".
I due universitari, con un' incoscienza pari alla temerarieta' , hanno dato vita a una casa editrice (la Unicorn, in omaggio alla simbologia fantastica), a una (futura) collana, l' Uni verse, e alla nuova testata supereroistica, Braintrust, la prima tutta italiana.
Dopo alcune uscite di assaggio nel ' 94 (Comiconvention Milano, Cartoomics), ecco l' avventura in edicola con circa 20 mila copie e la prossima presentazione, a fine marzo, alla Fiera di Lucca, per festeggiare un successo, che gia' fa gola a grandi gruppi, anche stranieri, che si sono mossi per inglobare il "genio" di due poveri universitari.
Due "supereroi", nel loro piccolo.

  

ELTON COP - © Paolo Ghelardini - William Bondi

1991: in edicola Dylan Dog impazzava.
E diversi cloni nacquero all'ombra (e vi rimasero) dell'investigatore dell'incubo. Uno di questi fu Elton Cop, Il Thriller dell'incredibile.

Mentre Dyland Dog si era ritirato a vita "civile" dimettendosi da Scotland Yard per fare l'investigatore dell'incubo, Elton Elton (sì, nome e cognome uguali) è un poliziotto di S. Francisco che si dedica - suo malgrado - a lottare contro fantasmi, mostri e spiriti vari...

A causa di un incidente sul lavoro, Elton scopre di avere dei poteri che sono sicuramente più fichi del semplice sesto senso di Dylan Dog: telecinesi e dislocazione. Può cioè spostare e controllare oggetti col pensiero e, ancor più strabiliante, può "staccare" lo spirito dal corpo e andarsene in giro, potendo passare attraverso le pareti senza essere visto.

Ho potuto leggere solo la prima storia (e non mi ha davvero esaltato) in quanto l'ho visto proprio come un clone riuscito male del più famoso investigatore dell'incubo misto a Nick Raider, altro albo mensile poliziesco dell'Editore Sergio Bonelli.
Il primo albo di Elton Cop mi è poi sembrato troppo basato sul Cabal di Clive Barker (che in prima di copertina viene omaggiato con un nome sbagliato: "Clive Backer autore di Cabal")e disegnato, tra l'altro, in maniera non troppo convincente (sembra quasi uno stile da fumetto erotico).

Il personaggio di Elton non era nemmeno troppo originale, ispirandosi troppo ai suoi lontani cugini più famosi. Addirittura gli autori hanno trovato un'imprecazione che ricordava un po' il "Giuda Ballerino di Dylan Dog".
Come imprecava Elton? Con l'esclamazione "Barabba ladro!"

Di seguito vi regalo alcuni disegni dei mostri che Elton affronta nella sua prima avventura (così vi potete rendere conto del livello del fumetto...), creature di uno scienziato pazzo (che originalità) che si diverte a clonare, modificare geneticamente alcuni esseri umani...

   

 

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