Nel 2003,
a Lucca Comics, venni casualmente in possesso di questo albetto di
sole otto pagine (copertine escluse).
Non ne ho più sentito parlare e se non fosse per un albo in
vendita su Ebay, sembrerebbe totalmente sconosciuto anche per la rete...
Dato
che non ho avuto modo di leggere più delle poche pagine
di questo albetto, un numero zero in regalo a Lucca Comics 2003,
mi rifaccio alle parole testuali dell'autore in apertura.
Anya vive in un futuro
molto lontano dal nostro dove la civiltà dominante è
quella delle intelligenze artificiali, come noi le concepiamo
attualmente. In realtà nel suo futuro queste hanno preso
il sopravvento e scritto la loro storia, per cui sono gli esseri
umani a costituire una forma di vita artificiale e imperfetta.
La civiltà umana è stata infatti distrutta completamente
da un'immane catastrofe di cui ormai si sono perdute le tracce,
come del resto della esistenza stessa della Terra.
Ma qualcosa è rimasto nella leggenda e nei racconti delle
persone, per cui la civiltà terrestre sta all'univeso futuro
come la civiltà atlantidea al nostro presente.
Non esistono tracce inconfutabili della sua esistenza.
Le forme di vita artificiale, uniche sopravvissute nello spazio,
si sono ulteriormente evolute e sono entrate in contatto con altre
forme di vita extra-terrestri.
Hanno costruito altre macchine, sempre più sofisticate,
e preso il controllo dell'universo.
Hanno anche ricreato la vita umana partendo dai dati del DNA ancora
in loro possesso.
Questo al fine di utilizzarla nelle loro forme a loro più
utili e convenienti. Si sono così arrogate la qualifica
di "creatrici" ed hanno cancellato tutto ciò
che poteva ricordare l'esistenza di una civiltà precedente
avanzata quanto la loro.
Anya svolge il lavoro di trasportatrice spaziale di oggetti e
persone in maniera autonoma. Le vengono così affidati incarichi
rischiosi o poco legali. A causa di un incidente fu costretta
a farsi
innestare un nuovo arto inferiore sinisttro (questa operazione
è più rapida dell'ingessatura nel futuro).
Ma quando vengono analizzati i suoi dati, si scopre che
il suo DNA differisce dalla matrice base da cui vennero creati
gli esseri umani.
Compresa la situazione, scappò prima che potessero arrivare
a lei le guardie imperiali ed eliminò i suoi dati in loro
possesso.
In seguito si nascose per lungo tempofino alla guarigione.
Da allora nei suoi viaggi cerca ulteriori prove della precedente
esistenza della civiltà umana e la verità sulla
sua origine. Infatti è stata allevata in
un normale asilo robotico, come tutti gli altri esseri umani,
pensando di non aver avuto genitori (gli esseri umani creati nel
futuro non sono dotati di organi riproduttivi, ma solo sessuali).
L'opera, che in solo otto pagine si può
dire solo abbozzata, ha alcuni spunti interessanti, soprattutto
visto la più vasta idea che l'autore si era prefisso di
illustrare.
Purtroppo il tratto con cui vengono illustrati Anya e il suo mondo
non sono certo tra i migliori, in quanto ha uno stile un po' troppo
caricaturale e non particolarmente curato.
Chissà se ci siano state ulteriori storie di Anya...

LINZAK
- © Soressi - Perazzoli - Quartieri - Gamba
 Lynzak
(uno strano papero) e il compagno (uno strano orso) si muovono
in un mondo proiettato nel futuro, "dove niente è
comune e tutto è diverso".
In questo albetto che ho avuto modo
di recuperare in una Lucca Comics del 1995 vengono raccontate,
in 12 pagine, tre storielline: Mai viaggiare senza bagagli,
L'ombra della paura, Punti di vista.
Tutte e tre hanno uno spiccato
senzo di ironia - marcato molto dal tratto Disneyano dei disegni
- non senza rimandi a "colleghi" più famosi come
Alien o Guerre stellari.
Come per Anya non ho idea
se Lynzak abbia avuto una vita, seppur breve, come periodico.
In rete si trova solo un albetto a pochi centesimi targato come
"antiquariato", cosa che fa supporre si tratti di quello
che ho ora tra le mani.

PARODIE
ZERO PRESS- © Autori vari
 Il
filone delle parodie ha dato e dà numerosi
spunti... dal cinema alla letteratura e, ovviamente, fino ad arrivare
ai fumetti.
Anche in questo caso rovistando tra gli scatoloni
in soffitta ho trovato alcuni albetti che Dio solo sa come ne
sia venuto in possesso... sicuramente li ho presi a Lucca Comics,
ma non ricordo esattamente a che stand e quando...
Sono tre albetti della Zero Press, una casa editrice di cui, al
di fuori di questi piccoli volumi, non ho mai sentito parlare.
A dire il vero gli albi pubblicati sono diversi, ma - a questo
punto devo dire purtroppo - io ne ho solo tre:
- Ken Shemo il guerraiolo contro Bobo;
- Ken Shemo il guerraiolo contro Agliens;
- I grandi problemi di Martyn Clystere - Detective dell'improbabile.
E dico purtroppo perchè,
nonostante siano opere di puro "intrattenimento leggero e
spensierato", mi hanno fatto divertire, specialmente lo speciale
di Ken Shemo contro Bobo...
Ovviamente, come tutte le parodie, per essere apprezzate devono
esser lette da chi conosce i personaggi originari, per poter apprezzare
i luoghi comuni sfatati, i luoghi comuni esagerati, storpiature
di nomi e così via...
La produzione della Zero Press ha spaziato molto, partendo da
Ken Shemo il guerraiolo (ovvero Ken Shiro il Guerriero),
unico personaggio ripreso più volte, fino ad arrivare a
Fax (Tex), Mandrago (Mandrake),
Stuporman (Superman), Papman (Batman)
e a toccare anche personaggi creati ad hoc, giusto per
sfruttare le tematiche cari a molti lettori, come Bronko il
selvaggio, guerriero fantasy con le scarpe da tennis tipo
Converse.
Di seguito, dettaglio
della copertina e una tavola centrale dall'albetto Ken Shemo il
guerraiolo contro Bobo (che scimmiotta Lobo super-personaggio
molto sui generis dell'Universo DC Comics):

MAX
LIVING - © Dario Gulli - Salvatore Carramusa
 Sempre
ad una Lucca Comics (primavera 1994) sono venuto in possesso del
numero zero di questa curiosa pubblicazione. "Anteprima"
è il titolo della brevissima storia e Max Living quella
del suo protagonista (che poi dà il nome al fumetto).
Non ho avuto maniera di leggere altri albi, ma dalle premesse
Max Living sembra una specie di clone di Dylan Dog (che all'epoca
andava fortissimo) anche se con spunti originali e sicuramente
apprezzabili: quello dei viaggi nel tempo.
Un'intervista a Dario Gulli dal sito Amazing
Comics è inoltre una rarissima traccia di esistenza
di questo fumetto sul web:
-
Dopo pochi
numeri, se ricordo bene ne uscirono solo sette o otto, Max Living
cessò le pubblicazioni. A distanza di poco più di
un decennio come valuti l’esperimento Max Living e quanto
ti è stato utile per la tua attività futura?
-
Chiuse per mancanza di fondi e non perchè
non vendeva. Allora Max Living vendeva 16 000 copie in edicole e 6000
in fumetteria. Cifre che oggi farebbero gridare al successo. L’editore
però non aveva i soldi e non aveva la forza di sostenere il
progetto per altro tempo. Al primo ritardo di pagamento ha dato lo
stop. Comunque credo che sia stata un’esperienza fondamentale
per me e discreta nel complesso. Non era un capolavoro, ma si faceva
leggere. Anzi, credo che il numero 6 era proprio godibile. Ovviamente,
nel complesso l’opera non raggiungeva neanche minimamente lo
stadard bonelliano. Comunque, era un’iniziativa coraggiosa e
per questo meritevole di rispetto.
Considerando che le sole 11 pagine lette (dove
Max Living torna indietro nel tempo per cercare - senza successo - di
salvare la vita ad una ragazza) sono davvero poche per commentare un'opera
che ha visto pubblicati sette o otto numeri mi rifaccio ai commenti
degli autori in seconda di copertina dell'albo che ho tra le mani.
[...] Max Living è
un eroe sicuramente positivo, ma è anche problematicizzato e
presenta caratteristiche psicologiche e caratteriali, che unite a trame
impegnate e fascinose, lo faranno amare dai suoi futuri fans. MAX è
un architetto che, nel bel mezzo della sua vita, si ritrova al centro
di uno scontro di potere tra il bene e il male, tra una setta di seguaci
di scienze esoteriche, che vuole conquistare il mondo con poteri paranormali,
e la sua lealt ale idee di libertà e giustizia.
Max, grazie alle "camere del tempo", potrà viaggiare
nel passato e nel futuro, combattere con i suoi nemici, conoscere personaggi
famosi, tentare di influenzare gli eventi strorici e curiosare nel futuro.
Un personaggio quindi che vivrà le proprie avventure senza confini
di tempo, di spazio, appassionandovi e intrigandovi facendo sè
che anche voi siate coinvolti nelle sue avventure.
I disegnatori, tutti giovani e bravi, hanno dato al Max Living il meglio
della loro entusiastica opera.[...]
Domenico Denaro (Direttore
Editoriale)

DARK
SIDE - © Stefano Nocilli - Roberto Recchioni
Dalla
mente dell'autore di John Doe, albo a fumetti che per mesi è
stato presente nelle edicole italiane, nel 1994 veniva creata
la serie Dark Side, una serie vampiro-supereroistica che vedeva
un gruppo di X personaggi dal passato misterioso, intercalati
in uno scenario del futuro.
La giapponese Miko, che sembra
il capo del gruppo;
Andrè, nobile francese del 1700, privo di un braccio ma
abilissimo ad usare il suo bastone animato (un bastone da passeggio
con nascosta, al suo interno, una spada;
un gigantesco sciamano indiano senza nome dalla forza incredibile;
Pietro Battaglia (a sinistra nel disegno), aviatore italiano della
prima guerra mondiale
e, arruolata come mercenaria, Bobby Joe, infopirata (hacker) e
addetta all'uso delle armi pesanti.
Tutti i membri, esclusa Bobby
Joe, sono vampiri e, per questo, virtualmente immortali (infatti
il Dark Side che dà il titolo all'opera è il lato
oscuro che sta alla base dell'identità vampiresca dei personaggi).
Periodicamente Andrè, Pietro e lo Sciamano (e gli sceneggiatori
sanno solo se sarebbe arrivato qualche altro comprimario) devono
rispondere alla chiamata della Sirena Sanguinaria, ovvero Miko
che, per vari motivi, riorganizza il gruppo per adempiere ad alcune
missioni.
In ogni albo (almeno nei
quattro che sono in mio possesso [il numero 0 è del maggio
1994, mentre il numero 3, edizione speciale, è di novembre
dello stesso anno) viene svelato il retroscena di uno dei personaggi:
Battaglia diventa vampiro per sfuggire alla morte dopo essere
stato abbattuto in battaglia; l'indiano cede l'anima a Miko per
non morire prigioniero nel deserto americano; Andrè è
disposto a dare qualunque cosa pur di avere un'ora in più
di vita...
La missione con cui si apre
la storia di Dark Side consiste nel recuperare una magica katana,
simulacro di energie potenti e misteriose: tra un combattimento
e l'altro vengono delineate - non male devo dire - i caratteri
dei vari personaggi tra cui spicca, sicuramente, l'italiano Pietro,
strafottente, un vero duro ma - in fondo - dal cuore tenero.
I disegni - l'albo di 36
pagine è tutto a colori con copertina plastificata - sono
molto particolari e originali anche se a volte un po' fracassoni
e confusionari nelle scene di battaglia..
Peccato che la serie si sia spenta subito. Non prometteva male...
anzi, devo dire che mi stava proprio piacendo...


RAY
RUNNER - © Autori Vari
 Siamo
a novembre 1994 e a Lucca (dove se no?) appare questo numero zero di
sole 20 pagine con una bella copertina plastificata.
Spazio, anno 2040. Base orbinate
Tasidon ai limiti del sistema solare.
Qui si fanno degli esperimenti
e, tra le altre cose, vengono creati degli esseri artificiali, tra cui
Ray Runner che in queste poche pagine, fa solo un'apparizione fugace.
Vengono invece presentati alcuni
"capoccioni" della base, che già mettono in chiaro
che la situazione a bordo del Tasidon non è delle più
tranquille: ci sono corruzione, sprechi di denaro, interessi personali.
Ma quale sarà il posto
occupato dal Ray Runner che dà titolo all'albo non si sa...
In rete non si trova assolutamente
niente di Ray Runner e, quindi, non so se siano stati pubblicati poi
altri albi. Nel numero zero si fa riferimento ad una storia introduttiva
in quattro puntate nel mensile "Gli imbattibili" che non ho
mai visto in giro.
L'albo è strutturato all'italiana
(in stile Bonelli) ma, ad un giudizio più che sommario viste
anche le pochissime pagine a disposizione, Ray Runner perde sicuramente
il confronto con il Nathan Never bonelliano, anche se preludeva ad una
serie molto più fantascientifica del suo collega più famoso...
Una nota curiosa (e triste):
tra gli schizzi dei comprimari c'è anche un animale che appare
un incrocio tra un maiale e un coniglio: il suo nome infatti è
PORCIGLIO... che tristezza!!!

BRAINTRUST
- © Stefano Sacco - Roberto Olivi
Altra
avventura a Lucca Comics (qui siamo nel 1994) con un fumetto tutto italiano.
Questa volta ci stupisce la tematica finora di padre e madre statunitensi:
quella dei Supereroi.
Il progetto di Brainstorm infatti era nato proprio per proporre dei
supereroi creati nel nostro paese (anche se poi con caratteristiche
che richiamano moltissimo i protagonisti in mantello e calzamaglia USA).
Purtroppo, come tantissimi altri progetti, anche se con un ottimo talento
e una forte volontà alle spalle, nemmeno questo decolla. Negli
scatoloni ho trovato solo il numero zero e il numero 1.
Peccato però... anche se non ho mai amato troppo i supereroi
alla "Image", ovvero quelli molto esagerati, come si preannunciavano
quelli di Brainstorm, forse non sarebbero stati malaccio.
Il progetto Braistorm vedeva
due protagonisti: Michel e Cain (forse in omaggio al famoso attore)
non avrebbero combattutto nè insieme nè l'uno contro l'altro.
Le loro vicende si sarebbero svolte parallelamente, intrecciandosi solo
raramente.
Il numero 1 ha la particolarità (e presumo che sarebbe stata
presa anche dai numeri a venire) di poter essere letto nei due versi:
finita la prima storia di Micheal, dobbiamo ribalta l'albo e iniziare
a leggere il racconto di Cain.
Le due brevi storie termineranno tutte a metà albo.
Peccato invece che sia terminata
prematuramente tutta l'opera.
Nonostante la breve vita di Braintrust,
ho trovato in rete un articolo da "Il Corriere della Sera"
del 20 febbraio 1995:
Si chiamano Michael e Caine: sono belli, cupi,
muscolosi, corazzati. Fortissimi. Michael ha un ciuffo alla Berti (interista);
Caine, un codino, anzi "codone", molto piu' lungo e sinuoso
di quello di Baggio (juventino). Il primo combatte in un ambiente tecnologico,
di lussi e agiatezze e nel rispetto della legalita' ; il secondo lotta
in un mondo fantastico, con leggi proprie, spesso in contrasto con quelle
istituzionali.
Le loro vite sono parallele, a volte convergenti. Sono i due nuovi "supereroi"
che si aggirano per le edicole nazionali (e' in edicola il numero due).
Sono i protagonisti di un fumetto partorito dalla mente di uno studente
bocconiano, Stefano Sacco, e di un laureando in Lettere alla Statale,
Roberto Olivi, entrambi con la passione
delle strisce.
"Siamo cresciuti a pane e fumetti . si presentano Stefano e Roberto
. i nostri miti erano quelli dei supereroi americani ("Uomo Ragno",
sopra tutti) e, appena possibile, abbiamo tentato di riprodurli in Italia,
non traducendoli, ma "ricreandoli" come grafica e colori,
grazie al computer, e come contenuti".
I due universitari, con un' incoscienza pari alla temerarieta' , hanno
dato vita a una casa editrice (la Unicorn, in omaggio alla simbologia
fantastica), a una (futura) collana, l' Uni verse, e alla nuova testata
supereroistica, Braintrust, la prima tutta italiana.
Dopo alcune uscite di assaggio nel ' 94 (Comiconvention Milano, Cartoomics),
ecco l' avventura in edicola con circa 20 mila copie e la prossima presentazione,
a fine marzo, alla Fiera di Lucca, per festeggiare un successo, che
gia' fa gola a grandi gruppi, anche stranieri, che si sono mossi per
inglobare il "genio" di due poveri universitari.
Due "supereroi", nel loro piccolo.


ELTON
COP - © Paolo Ghelardini - William Bondi
1991:
in
edicola Dylan Dog impazzava.
E diversi cloni nacquero all'ombra (e vi rimasero) dell'investigatore
dell'incubo. Uno di questi fu Elton Cop, Il Thriller dell'incredibile.
Mentre Dyland Dog si era ritirato
a vita "civile" dimettendosi da Scotland Yard per fare l'investigatore
dell'incubo, Elton Elton (sì, nome e cognome uguali) è
un poliziotto di S. Francisco che si dedica - suo malgrado - a lottare
contro fantasmi, mostri e spiriti vari...
A causa di un incidente sul lavoro,
Elton scopre di avere dei poteri che sono sicuramente più fichi
del semplice sesto senso di Dylan Dog: telecinesi e dislocazione. Può
cioè spostare e controllare oggetti col pensiero e, ancor più
strabiliante, può "staccare" lo spirito dal corpo e
andarsene in giro, potendo passare attraverso le pareti senza essere
visto.
Ho potuto leggere solo la prima
storia (e non mi ha davvero esaltato) in quanto l'ho visto proprio come
un clone riuscito male del più famoso investigatore dell'incubo
misto a Nick Raider, altro albo mensile poliziesco dell'Editore Sergio
Bonelli.
Il primo albo di Elton Cop mi è poi sembrato troppo basato sul
Cabal di Clive Barker (che in prima di copertina viene omaggiato con
un nome sbagliato: "Clive Backer autore di Cabal")e
disegnato, tra l'altro, in maniera non troppo convincente (sembra quasi
uno stile da fumetto erotico).
Il personaggio di Elton non era
nemmeno troppo originale, ispirandosi troppo ai suoi lontani cugini
più famosi. Addirittura gli autori hanno trovato un'imprecazione
che ricordava un po' il "Giuda Ballerino di Dylan Dog".
Come imprecava Elton? Con l'esclamazione "Barabba ladro!"
Di seguito vi regalo alcuni disegni
dei mostri che Elton affronta nella sua prima avventura (così
vi potete rendere conto del livello del fumetto...), creature di uno
scienziato pazzo (che originalità) che si diverte a clonare,
modificare geneticamente alcuni esseri umani...


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