05/07/08: SOLITO PERBENISMO IPOCRITA CATTOLICO
A me le impronte le hanno prese quando avevo 17 anni.Mi hanno chiuso in una caserma, mi hanno fatto passare una notte sveglio perchè un cretino aveva rotto un armadietto, mi hanno trattato nemmeno fossi stato un delinquente.
No, non ero sotto arresto. Ero semplicemente a fare i tre giorni di visita per il servizio militare in una squallidissima caserma di La Spezia. Non ero ancora maggiorenne. Ma nessuno ha mosso un dito. Nessuno ha detto niente.
Nemmeno quei buonisti di Famiglia Cristiana.
E perchè ora per sapere chi abita accanto a casa nostra succede il putiferio?
Io, tu, il vicino di casa, siamo tutti schedati all'anagrafe comunale. E perchè i rom non lo devono essere? E perchè devo sentir dire che c'è gente fermata 122 volte con 122 nomi diversi?
Facciamo un campo rom in piazza San Pietro. E magari lasciamo le porte aperte della basilica di notte, senza guardia svizzera armata sulla soglia. Non costruire con i soldi miei e di tutti le case a quelli che spesso integrarsi non vogliono. E che non sono persone tranquille.
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29/06/08: Italia Terzo Mondo

Oggi 29 giugno 2008 mi sono sentito davvero un cittadino da terzo mondo. Non è la prima volta che mi capita, ma stasera mi è veramente andato in ebollizione il sangue.
Stazione di Pisa, ore 19:50 (tralascio i generici commenti sulla pessima stazione del capoluogo meta di migliaia di turisti: sporca, buia, piccola, male organizzata).
Ore 19:50, dicevo. Alle 19:56 ho il treno per Livorno. In 5 minuti devo arrivare al binario 9, da dove partirà il treno, così come segna il tabellone nell'atrio. Ce la faccio con calma ma allungo il passo.
Arrivo sul binario e ci trovo una qualche centinaia di persone. Non scherzo. E il treno non c'è. Strano, il treno parte da Pisa...
Dopo 5 minuti l'annuncio: "Il treno per Roma (quello che dovevo prendere) è in partenza dal binario 1 e non dal binario 9".
Immaginatevi cosa succede: un'orda di gente che, per paura di perdere il treno, corre alla disperata verso il binario 1.
Valigie, borse, bambini, vecchietti, stranieri, bombe a mano e tric-e-trac.
Tutti di corsa.
Arriviamo sul primo binario dove c'è un treno. Nel display c'è scritto Roma e 19:56. Perfetto: è il nostro treno.
Dopo che tutti sono saliti sul display scompare la scritta. Un altro annuncio all'altoparlante e un'altra orda di persone prende d'assalto il treno, il "nostro" treno.
"Ma non è per Firenze?"
"No, è per Roma!"
"L'annuncio diceva...", "Nel tabellone all'entrata c'è scritto...", "Mi hanno detto..."
Vengo a sapere che è dal pomeriggio che i treni sono soppressi, ritardano, spariscono, volano nel cielo e nessuno sa dove stanno andando.
Una signora addirittura diceva di aver avuto come "giustificazione" da parte delle Ferrovie che il tutto era dovuto al caldo e alcune motrici erano passate a miglior vita. Una scusa più idiota non la potevanot trovare.
Insomma... il treno sul binario 1 non è dato sapere verso dove è diretto.
E non uno - dico uno - in divisa delle ferrovie che ti sapesse dire di che morte stavi per morire.
Vaff***ulo a tutti e io prendo l'Eurocity di passaggio. Senza supplemento ovviamente.
Ma prima di partire ho fatto una foto ad un treno che era in partenza per Firenze. Avete presente quei treni indiani che ogni tanto si vedono su internet? Quelli carichi di gente? Beh... il treno a Pisa era uno di quelli. Erano pieni fino all'inverosimile con gente che doveva ancora salire e con le porte che non potevano chiudersi. Qualche ragazzo - forse per protesta - era sceso anche sui binari.
Peccato che la foto - fatta col cellulare - non dia assolutamente idea della situazione da terzo mondo...
Mi continuo a chiedere tutti quei turisti che c'erano (e ce n'erano diversi, alcuni che dovevano andare a Firenze, altri a Livorno per rientrare forse nelle navi da crociera) come avranno fatto, sballottati da un binario all'altro e, sopratutto, cosa avranno pensato.
VERGOGNA FERROVIE DELLO STATO.
VERGONA ITALIA.
La prossima volta prenderò l'auto. Ci impiegherò meno tempo, invierò nell'aria qualche microgrammo di piombo, farò sciogliere qualche microgrammo di ghiaccio al polo nord e qualcuno da qualche parte morirà per aver inalato un microgrammo di qualche sostanza idrocarburica nociva.
Vabbè... lo so che tanto poi riprenderò il treno e continuerò a dire:
"Ma perchè prendi l'auto quando c'è un comodo treno che ti porta in centro città?"
L'ho detto io. Sono il paladino delle battaglie perse.
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27/06/08: NOI DEGLI ANNI '80
Accidenti! Alcune cose sono "scontate", ma altre me le ero davvero dimenticate...
Quante volte mi sono spalmato a scuola il Vinavil sulle mani!!!
E cosa voleva significare mettersi d'accordo per uscire telefonandoci da casa o da una cabina telefonica!
Alcune cose non le ricordo e ho trovato un errore (Gundam e "Gandam" sono lo stesso robot... e dato che c'erano potevano metterci solo l'RX78 dell'epoca e non un'evoluzione del robot più moderna...); lo stesso leit-motiv era girato via email in formato power point, ma il risultato in video è sicuramente più apprezzabile!
Spero solo di riuscire a far capire, un domani, a mio figlio cosa ha rappresentato per me e per la mia generazione tutto questo...
Quante volte mi sono spalmato a scuola il Vinavil sulle mani!!!
E cosa voleva significare mettersi d'accordo per uscire telefonandoci da casa o da una cabina telefonica!
Alcune cose non le ricordo e ho trovato un errore (Gundam e "Gandam" sono lo stesso robot... e dato che c'erano potevano metterci solo l'RX78 dell'epoca e non un'evoluzione del robot più moderna...); lo stesso leit-motiv era girato via email in formato power point, ma il risultato in video è sicuramente più apprezzabile!
Spero solo di riuscire a far capire, un domani, a mio figlio cosa ha rappresentato per me e per la mia generazione tutto questo...
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Dedicato a coloro che sono contenti di aver "dormito" durante gli anni '80: peccato per loro...
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27/06/08: Giappone vs Italia: 10.000.001 a zero
Questo li batte veramente tutti...
Qui siamo a Roma...
Notare la gente che sale le scale mobili al contrario... c'è addirittura uno che al 46° secondo si trascina per terra...
Questo video è una replica a questo post.
Qui siamo a Roma...
Notare la gente che sale le scale mobili al contrario... c'è addirittura uno che al 46° secondo si trascina per terra...
Questo video è una replica a questo post.
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Carinissimo, rilassantissimo e, ovviamente, giapponese!Peccato che riporti solo l'orario della capitale nipponica, ma tanto la cosa carina di questo sito non è mica l'ora, ma la trovata geniale dei videoclip ogni 5 secondi!
Ah, dimenticavo: allo scoccare della mezzanotte... tutte a nanna!!!
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16/06/08: SERPICO (USA 1973)
Quando il cinema rappresenta una (triste) realtàAvevo visto questo film quando avevo forse 12 o 13 anni.
Nonostante a quell'età certe cose ancora non si capiscano a fondo, lo spirito di base del film mi aveva colpito tantissimo e, fino ad oggi, pur non avendo più rivisto il film o non avendone più sentito parlare, mi era rimasto dentro come qualcosa che rappresentasse un valore che considero tra i più alti: l'onestà.
Per chi non conoscesse il film Serpico, gli basti sapere che è ispirato ad una storia vera: Frank Serpico, figlio di italiani immigrati, riesce a coronoare il suo sogno di diventare poliziotto nel dipartimento di New York.
Ma subito entra in contatto con un qualcosa che nemmeno immaginava esistesse: una sfrenata corruzione tra i poliziotti della città.
Inizialmente cerca di rimanere fuori del giro, ma alla fine si trova stretto tra il disprezzo dei colleghi e lo struggimento interiore e tenta di denunciare il tutto.
Nonostante tenti di contattare i superiori e addirittura il sindaco, viene trasferito più volte e solo quando arriva a Manhattan trova un supporto nell'ispettore Lombardo e, grazia anche alla sua testimonianza la denuncia trova accoglienza solo presso la stampa.
A seguito della denuncia al New York Times necessariamente deve partire una denuncia su larga scala e Serpico si attira l'odio di gran parte degli altri poliziotti che gli fanno pagare il "tradimento". Durante un'operazione viene lasciato solo dai compagni che non intervengono in suo aiuto e Frank viene ferito gravemente al viso da un colpo di arma da fuoco.
Serpico sopravviverà, ma rimarrà sordo da un orecchio e alcune schegge del proiettile non potranno essere asportate. Riceverà la placca da detective a cui tanto ambiva, ma vi rinuncerà, dimettendosi dalla polizia.
La storia vera è addirittura più cruda: i compagni non solo non sono intervenuti in suo aiuto, ma non chiamano nemmeno i soccorsi. L'ambulanza verrà chiamata da un immigrato ispanico che abitava nell'immobile dove avvenne la sparatoria (fonte: wikipedia).
Il film è girato davvero bene. Il protagonista (un Al Pacino in una delle sue migliori interpretazioni) sicuramente dà una serie di punti in più a tutta l'opera.
Due ore che passano senza momenti di lentezza o noia.

Se c'è una cosa che mi dà davvero fastidio e aborro è la mancanza di onestà, specie se presente in figure che dovrebbero servire e aiutare la collettività.
"To serve and protect" dice il motto sulle macchine della polizia statunitense, ma probabilmente è/è stata solo una serie di lettere dipinte sulla carrozzeria per tanti poliziotti che, a seguito della denuncia di Serpico, sono stati giudicati corrotti.
La corruzione, forma ancora peggiore della mancanza di onestà, è il ripudio per tutti quei valori che una certa figura dovrebbe rappresentare.
Il fatto è che putroppo a volte mi tocca sentire casi simili non troppo lontani, nè temporalmente (Serpico è ambientato nel 1971), nè geograficamente. Per ben due volte ho saputo di "mazzette" chieste dai vigili urbani e degli impiegati del comune di Roma per alcune licenze edilizie. Addirittura in un caso un consiglio ad un conoscente appartenente alle forze dell'ordine ha avuto come risposta: "Quelli hanno conoscenze più importanti di me. Finisce che ci rimetto anche io".
Spero davvero di non trovarmi mai in situazioni del genere. Altrimenti rischio di fare una fine come quella di Frank Serpico: o autodistruggersi non accettando un ambiente in cui non si crede, non si accetta, non si vuole, oppure... beh... tentare di lottare e magari farsi distruggere da altri...
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14/06/08: 2 SAMURAI PER 100 GEISHE (Italia 1962)
Aridaje con i luoghi comuni della commedia all'italiana...Sapevo a cosa andavo incontro... ad una commedia piuttosto scema (con tutto il rispetto del duo Franchi-Ingrassia mi sento di dire che gran parte della loro produzione non è il massimo...) con una serie incredibile di luoghi comuni sul mondo giapponese, che, ovviamente, viene confuso in gran misura con quello cinese.
Vabbè, ce l'avevo e "dovevo" vederlo...
Siamo in Italia e due scemotti scoprono di essere unici eredi di una lontana zia che emigrò in Giappone. Recatisi con il supporto di un subdolo avvocato in Giappone, Franco e Ciccio scoprono che per entrare in possesso dell'eredità devono dapprima essere nominati samurai e per questo si iscrivono ad una scuola di arti marziali.
Ma non tutto va per il meglio: l'antenato aveva diversi nemici e loro, in quando discendenti dell'antico samurai, erediteranno anche le varie vendette...
Qualche battuta è passabile, il duo nostrano è sempre caratteristico e pittoresco ma il film, inutile dirlo, non è niente di particolare.
Carino però il finale.
Da vedere solo se estimatori del duo siculo.
Tra gli infiniti proverbi cino-giapponesi che fanno parte del copione, una citazione:
"Il saggio muore sempre un'ora dopo. Lo sciocco un'ora prima. Quindi... siate saggi!" (Il cattivo cinese ai due aspiranti samurai)

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01/06/08: Giappone vs Italia: 10.000.000 a zero
Non commento. I video parlano da soli...
Prima la fila per l'apertura dell'AppleStore di Ginza a Tokyo.
Dopo l'apertura di una svendita in un megastore in provincia di Cesena.
E poi mi chiedono cosa ci trovi nel Giappone.
Che popolo da schifo che siamo...
L'evento italiano è solo un caso?
Lo credi davvero?
Allora beccati questo di Castelfranco Veneto... sempre in Italia ovviamente.
Prima la fila per l'apertura dell'AppleStore di Ginza a Tokyo.
Dopo l'apertura di una svendita in un megastore in provincia di Cesena.
E poi mi chiedono cosa ci trovi nel Giappone.
Che popolo da schifo che siamo...
L'evento italiano è solo un caso?
Lo credi davvero?
Allora beccati questo di Castelfranco Veneto... sempre in Italia ovviamente.
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Un posto non troppo lontano dato che avevamo a disposizione solo 2 giorni...Un posto non troppo vicino per "giustificare" una notte in albergo.
E dopo qualche valutazione... ecco scelto il lago di Bolsena, con passaggio dal Parco dei Mostri di Bomarzo, Viterbo, Bagnaia, Civita di Bagnoreggio, Orvieto.
Bello, semplicemente bello.
Clicca qui per vedere tutte le foto!
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...L'ARIA SI INCENDIO', E, POI... SILENZIO...Spectra, "Ken il Guerriero", sigla di apertura
L'incipit è forse eccessivo, dato che è tratto da un'opera (Hokuto no Ken) che è ambientata in un'epoca post-apocalittica colma di violenza e disperazione.
Il risultato delle elezioni politiche 2008 non necessariamente deve essere visto così disperato, ma disperato e scoraggiante è il come si è giunti a questo risultato.
Non voglio quì scendere in discorsi politici: sarebbe sterile, sarebbe inutile, non sarebbe il luogo adatto. E sarebbe precoce. Aspettiamo di vedere cosa succederà. E' disperato e scoraggiante, dicevo, il come si è arrivato a questo risultato.
Si è vinto con l'offesa (non c'è stato discorso del vincitore che non menzionasse i "cattivi" di sinistra come mangiabambini e incompetenti).
Si è vinto con l'arroganza (non bastavano 20 minuti di spazio dedicato al vincitore durante i dibattiti, fregandosene di ospiti e altri candidati).
Si è vinto con l'incomunicabilità (ogni affermazione veniva poi smentita o corretta).
Si è vinto con l'ipocrisia (non si è mai risposto direttamente ad una domanda).
Si è vinto con l'idiozia (basta dire di sposare un suo figlio per risolvere i problemi).
Si è vinto con il disprezzo (la passata opposizione ha brindato con lo spumante nella camera del Parlamento quando il governo in carica non ha ottenuto la fiducia).
Ha vinto tutto questo.
Ma anche tutto questo è l'essere umano, l'elettore italiano e, sopratutto, il politico eletto italiano.
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